Agazio Loiero

« News Precedente News Successiva »

Loiero: "Vinceremo ancora noi, perchè la Calabria non vuole e non può essere rappresentata da Scopelliti"

venerdì 26 marzo 2010

CATANZARO, 26 marzo - "Una città che ha resistito a Carlo V ed al Conte Ruffo resisterà ancora: le truppe cammellate di Scopelliti non passeranno". Agazio Loiero chiude la campagna elettorale nella sua città, Catanzaro, e in un teatro Masciari stracolmo e con l'entusiasmo alle stelle, rilancia la sfida a Giuseppe Scopelliti, "il mio vero avversario", perché Pippo Callipo "non lo considero tale. La sua candidatura è un capriccio perchè Callipo è stato preso dal virus, che comprendo, della politica". Dal palco, sul quale prendono posto il vice presidente del Senato Vannino Chiti, il sindaco Rosario Olivo ed il segretario provinciale del Pd, Caterina Corea, Loiero aggiunge: "in questa campagna elettorale sono venuti tante volte a Catanzaro perché per loro sarebbe meraviglioso vincere qui. Ma non vinceranno. A Catanzaro conto di vincere perché è la mia città. E quando lo dico non la contrappongo a nessun'altra. Amo Reggio, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e lo dico perché lo sento dentro, perché conosco la storia di questa regione". Una storia, attacca Loiero, che invece non conosce Scopelliti. "Non solo non conosce la geografia - dice - ma, cosa più grave non conosce la storia, altrimenti saprebbe che le Calabrie sono già esistite e non ci vogliamo tornare. E ciò che è drammatico è che non conosce neanche l'italiano ed è un problema perché quando si va a Bruxelles, come un presidente di Regione deve fare, e si parla un italiano incerto, si blocca il traduttore". Nel suo intervento Loiero rivendica i meriti della sua Giunta: dagli interventi contro la 'ndrangheta con i fondi destinati alla polizia per l'acquisto di auto e la costituzione di parte civile in tutti i processi, all'impiego dei fondi europei che, dice con orgoglio, "ci è stato riconosciuto da Bruxelles con una premialità di 90 milioni ed il riconoscimento della migliore performance tra tutte le regioni meridionali", alla legge sull'accoglienza, alla stabilizzazione dei precari. Loiero dice di provare un senso di inquietudine: "mi ha molto spaventato la manifestazione di Roma. Un Governo non può andare in piazza e fare la guerra ad altri poteri dello Stato. E poi, quel giuramento dei candidati ha aspetti tribali. In democrazia non ci si lega su vincoli di sangue, ma su valori condivisi, costituzionali. Questo è il governo più antimeridionale che ci sia mai stato. Ma i nostri parlamentari ascari non se ne accorgono e quando votano provvedimenti su cui é stata posta la fiducia, sussurrano un sì a testa bassa, tanto che spesso il presidente li richiama: 'senatore Gentile sia piu' chiaro!'. E loro dicono sì". "Ho paura - prosegue - di questo ritirarsi al nord. So che vinceremo perché lo dobbiamo fare per mantenere l'unità del Paese, un concetto sul quale a nord non si crede più per la politica della Lega. Bisogna tenere gli occhi aperti sul federalismo". Un'inquietudine condivisa da Chiti che dice di avere trovato lo "spettacolo di piazza San Giovanni uno dei più miseri della politica italiana. Dopo quel giuramento ce lo vedo Scopelliti dire no a Berlusconi. Anche se gli direbbe di sì comunque. Quando il governo dirà dove vuole mettere le centrali nucleari, con chi discuterà l'esecutivo, con presidenti di Regione che vogliono il bene dei loro cittadini o con dei soldatini?".

« News Precedente News Successiva »
Spot elettorale
Le cose fatte
La casa dei Calabresi